IL PUNTO SUL FONDO DI RISTORO PER I RISPARMIATORI SECONDO L’OPINIONE DEL COORDINAMENTO “DON TORTA”

                                                                                                       18.4.2018

IL PUNTO SUL FONDO DI RISTORO PER I RISPARMIATORI SECONDO L’OPINIONE DEL COORDINAMENTO “DON TORTA”

Sta circolando uno scritto intitolato: il punto sul fondo per i risparmiatori (azionisti ) delle banche in liquidazione coatta amministrativa ex D.L. 25.6.2017 n. 99., a firma Patrizio Miatello, prof. avv. Rodolfo Bettiol, tributarista Loris Mazzon. In quello scritto ci sono delle affermazioni  che non corrispondono a come si sono verificati i fatti e vi sono delle conclusioni che come associazione di risparmiatori non condividiamo.

Prima di passare in esame i vari argomenti preme far chiaramente presente che non è nostra volontà  fare polemiche o divisioni per personalismi  o per ambizione politica. Da anni lottiamo con e per i risparmiatori e riteniamo essere nostro diritto, anzi dovere, denunciare ogni situazione che in scienza e coscienza riteniamo essere in contrasto con gli interessi dei risparmiatori.

Di certo non scendiamo in questa sede ad analizzare la coerenza del percorso fatto dalle altre associazioni, cui va il nostro massimo rispetto ancorché abbiano visioni, progetti e finalità diverse dalle nostre;  non ci esimiamo però dal denunciare le situazioni che, come detto, riteniamo non utili ai risparmiatori, attività che facciamo con chiarezza ed a viso aperto.

Andando all’esame dell’opera:

  1. Gli autori ( Miatello, Prof. Bettiol, Trib. Mazzon a nome dell’associazione Ezzelino III da Onara) si chiedono perché li chiamiamo “FILOGOVERNATIVI”. La risposta è nel loro stesso scritto laddove sottolineano che la causa del dissesto delle banche è da imputarsi “esclusivamente alla mala gestio delle due banche” pag. 5. E’ dunque evidente l’impostazione negazionista della responsabilità degli organi di controllo, della politica e delle “nuove” gestioni delle banche.  Per Ezzelino III da Onara  il dramma sociale dei risparmiatori  e del territorio veneto si riduce  ad una crisi aziendale determinata dalla cattiva amministrazione delle banche sino al 2015. Tale affermazione lascia storditi specialmente se poniamo mente che a farle è una associazione che dice di operare nell’interesse dei risparmiatori.  Da anni ci battiamo per dimostrare la responsabilità dello Stato perché non ha vigilato ed ha fatto scelte assurde  in evidente contrasto con l’art. 47 della costituzione  ed ora ci ritroviamo con quell’associazione che dice esattamente il contrario e che sostiene che ciò che è capitato e solo colpa dei vecchi amministratori e che il Governo, di conseguenza, ha bene   Ma non solo, dice pure che Banca Intesa “non è responsabile nei confronti degli azionisti” – pag. 4 del citato scritto –  con ciò andando contro a quanto adiamo sostenendo da quando lo Stato ha regalato le due popolari venete a Banca intesa per un Euro ed alle due decisioni giudiziali (GUP Roma e Tribunale Vicenza), dai risparmiatori tanto festeggiate, che affermano esservi responsabilità di Banca Intesa. L’associazione Ezzelino III da Onara, in definitiva,  sostiene le medesime tesi del governo Renzi/Gentiloni  e di Banca Intesa e quindi è “filogovernativa”.
  2. Nello scritto dicono di avere invitato l’avv. Arman ai loro incontri e che è stato usato un modo inurbano per portare la critica all’emendamento Santini. Sugli inviti è già stato   risposto in data 17 dicembre 2017,  dopo la trasmissione   tv7  match del 15 dicembre 2017. Circa l’urbanità della critica che l’associazione “Don Torta” o l’avv. Arman ha mosso all’emendamento Santini si invita a leggere lo scritto inviato a tutte le associazioni ed a tutti i politici ed agli organi di stampa  in data 11.12.2017 (lo si trova sul nostro sito e non viene allegato alla presente per ragione di peso nella comunicazione) con il quale, in modo urbano, si invitava a prendere in considerazioni le criticità che venivano evidenziate. MAI NESSUNA RISPOSTA! Anzi, nel corso della trasmissione TV7match del 15.12.2017 l’onorevole Sanitini, sentito in trasmissione attraverso intervista già registrata, assicurava che in sede di approvazione della legge finanziaria 2017, momento in cui sarebbe stato posto in esame e votazione il suo emendamento per poi diventare legge, vi sarebbero stati i cambiamenti utili per consentire che vecchi e nuovi soci potessero accedere al fondo di ristoro (nel senso di prendere soldi) senza dover dimostrare l’imbroglio in fase di vendita “misseling”. Nessuna modifica in questa direzione è stata apportata all’emendamento Santini che poi è diventato legge
  3. Le osservazioni circa i gravissimi limiti che il “Fondo di Ristoro” reca con se le abbiamo fatte nel corso dei nostri pubblici incontri ed anche ad incontri organizzati dalle associazioni filogovernative. Ricordiamo l’incontro organizzato da CODACOS ( avv. Franco Conte) a Loria, al quale hanno partecipato Ezzelino III da Onara, Casa del Consumatore e la frangia ADUSBEF dell’avv. Fulvio Cavallari,  con ospite d’onore la senatrice Laura Puppato. In quella sede,  nei suoi due lunghi interventi,  la sen. Puppato aveva affermato essere l’ideatrice ed autrice dell’emendamento poi presentato per questioni tecniche dall’onorevole Santini. Per tale ragione ad ella  veniva fatta precisa domanda per avere chiarimenti sulla possibilità di ottenere il ristoro da parte dei vecchi soci. NESSUNA RISPOSTA E’ STATA DATA E LA DISCUSSIONE E’ STATA FATTA  DIVAGARE  SU ALTRI TEMI. Né il Governo, né la forza politica di riferimento – il PD –  né le associazioni filogovernative hanno mai dato una precisa e tecnica risposta utile a fugare i dubbi circa la possibilità per i vecchi soci di ottenere il ristoro previsto dalla legge. E neppure lo scritto in questione torna utile per capire.
  4. Lo scritto di Ezzelino III da Onara muove anche critiche all’iniziativa della class action, iniziativa che ci vede estranei e primi fra coloro che hanno osservato essere, la class action, inattuabile in Italia.
  5. L’affermazione, contenuta nello scritto di Ezzelino III da Onara, relativa al reato di aggiotaggio, non è condivisibile. Il reato di aggiotaggio è solo contestato e non ancora provato. Esso, pertanto, non può costituire una base giuridica certa sulla quale fondare il diritto al ristoro. La certezza si raggiungerà solo con l’eventuale sentenza definitiva di condanna, che non arriverà a breve. Sicuramente vi può essere un parallelo accertamento “amministrativo” ma non certo un automatismo. Quindi il risparmiatore dovrà  istruire un procedimento al fine di dimostrare l’aggiotaggio ed ogni ulteriore illecito comportamento delle banche che non abbia ancora raggiunto lo stato di verità processuale.
  6. La critica mossa all’avv. Arman circa il suo riferimento, fatto nello scritto del 15 marzo 2018, all’alterazione del MIFID, è imprecisa. Mai parlato della esclusiva prova del Mifid ma è solo stato scritto  che l’alterazione di quel documento, operata dalla banca, potrebbe dimostrare la violazione delle leggi bancarie e quindi costituire una prova. Sul punto si invita a rileggere quanto scritto ( il documento è rinvenibile sul nostro sito).

Lo scritto di Ezzelino III da Onara, di fatto, poco aiuta nell’affrontare i temi critici della legge Santini istitutiva del “Fondo di Ristoro”.

Al di là dell’affermazione che “Danneggiati debbono intendersi non solo coloro che di recente abbiano acquistato i titoli nel decennio, ma altresì coloro che possessori da tempi più lontani hanno continuato a detenerli sulla base di false informazioni sul valore delle azioni ”, concetto genericamente  condivisibile, non vi è la spiegazione del percorso logico – giuridico  che partendo dalla lettura della norma conduca ad un sicuro riconoscimento  che i vecchi soci possano ottenere il ristoro.  Per cercare di spiegare, confidiamo in maniera definitiva,  ancora una volta sottoponiamo all’attenzione il testo della legge:

…danno ingiusto… in ragione  della  violazione  degli  obblighi  di  informazione,diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo  unico  delle disposizioni in materia di intermediazione  finanziaria,  di  cui  al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  nella  prestazione  dei servizi   e   delle   attivita’   di   investimento   RELATIVI   alla SOTTOSCRIZIONE ED AL COLLOCAMENTO di strumenti  finanziari  emessi da banche…

Pare assolutamente pacifico che la legge non faccia alcun riferimento alla situazione di chi ha acquistato le azioni, senza inganno, molti anni fa e le ha detenute confidando in vere le comunicazioni delle banche. Il testo letterale della norma non lascia dubbi sulla sua interpretazione.  Non ci sono  disgiunzioni nel testo;  esso  individua quale elemento legittimante al diritto al rimborso la violazione di  legge fatta nel momento di sottoscrizione e collocamento degli strumenti finanziari. A parere di chi scrive, ed anche di tanti commentatori indipendenti, niente nel testo di legge consente di estendere la legittimazione al ristoro a coloro che abbiano subito difetto di corretta comunicazione durante il periodo di detenzione delle quote – azioni.  Questo è il punto centrale della legge che, nonostante il diverso parere -non meglio spiegato da Ezzelino III da Onara – appare insuperabile.  Comunque, se la volontà delle associazioni filogovernative fosse davvero stata quella di aprire a tutti i risparmiatori  (cosa fattibile con poche parole da introdurre nel testo dell’emendamento Santini) perché non si sono adoperati a farlo piuttosto che sostenere  una norma che nella più ottimistica delle ipotesi sarà di impervia interpretazione estensiva e di drammatica difficoltà applicativa?

MISSELING: termine inglese usato nel mondo della finanza ed anche giuridico, per definire una vendita fraudolenta e/o una vendita abusiva.  Sul punto è illuminante la sentenza della Corte di Cassazione n. 8412 del 24.4.2015.

Il ragionamento che,  intanto ci accontentiamo di questo “fondo di ristoro” e poi arriverà dell’altro,  è totalmente sbagliato. Quando attraverso una legge si fissa un principio è molto difficile cambiarlo. Se verrà data applicazione al risarcimento a favore delle vittime di “misseling”, parola che il prof. Bettiol ha ripetutamente usato nel corso della trasmissione tv7 mach del 23 aprile 2018, ed il prof. Bettiol conosce il significato dei vocaboli ed i concetti che essi esprimono, sarà oltremodo laborioso modificare la legge per attrarvi tutti i risparmiatori, vecchi e recenti.

L’idea di un fondo per risarcire i risparmiatori è buona ma legge Santini è fatta malissimo e non è funzionale all’esigenza di risarcire tutti i risparmiatori.

Il Coordinamento Associazione Banche Popolari Venete “don Enrico Torta” ringrazia il Governo Renzi/Gentiloni per l’interessamento ma chiede che si astenga dal proseguire nel dare attuazione alla legge Santini. Se lo facesse  sarebbe l’evidente manifestazione della pervicace volontà di quel Governo di condizionare la vita dei risparmiatori, contro la loro volontà, usando il paravento di una nuvola di associazioni che in molti casi nulla hanno neppure a che fare con il dramma sociale subito dai soci delle banche popolari venete. I cittadini si sono espressi chiaramente attraverso il voto ed hanno bocciato il sottosegretario – con delega alle banche – Barretta, la sen. Puppato, l’on. Santini, che sono coloro che hanno “lavorato”  per il “fondo di ristoro”. Essi sono quindi delegittimati ad agire in questa ambigua fase di governo per l’ordinaria amministrazione. Si astenga, dunque, l’onorevole Barretta dal fare ciò che sarebbe comunque molto discutibile che possa fare. Fra poco ci sarà un nuovo governo e deciderà secondo democrazia.

Cari risparmiatori, sono tre anni che lottiamo, sono 10 mesi che i venditori di indulgenze promettono il ristoro, se anche passa un altro mese e facciamo le cose per bene cosa cambia?

A coloro che ci definiscono nemici dei risparmiatori diciamo e proponiamo:

Ci sono differenti maggioranze parlamentari, ci sarà un nuovo governo, tutti assieme chiediamo una legge chiara, facilmente applicabile, che risarcisca tutti i risparmiatori.

Coordinamento Associazioni banche Popolari Venete “don Enrico TORTA”

Il presidente avv. Andrea Arman

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APPROFONDIMENTI SUL FONDO DI RISTORO

                                                                                                          15 marzo 2018

COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI BANCHE POPOLARI VENETE “DON ENRICO TORTA”

Questa è la prima di una serie di comunicazioni sul tema del “fondo di ristoro per i risparmiatori”. Il parere lo ha fatto il collega Zanella, che tratta la materia bancaria, sulla scorta della mia osservazione di cui in separato atto – trattasi della prima versione dell’emendamento Santini, quello approvato differisce solo nell’ammontare della somma posta a disposizione, invariato il resto-. Già avevo inviato tutta la documentazione a tutte le associazioni filogovernative chiedendo che in mi dessero diversa opinione “in diritto” utile a superare le questioni che avevo sollevato. Mai risposta tecnica e solo vaghe affermazioni orali che il MEF afferma che tutti hanno accesso al fondo.

Effettivamente, in linea  solo teorica, tutti hanno la possibilità di fare la domanda affermando di essere stati imbrogliati al momento dell’acquisto delle azioni ma non avranno mai la possibilità di dimostrarlo per le seguenti ragioni:

1- I procedimenti penali aperti a Roma e Vicenza indagano il periodo 2013 – 2015 e solo di tali periodi abbiamo perizie fatte dal consulente della procura che possono servire da base per cercare di dimostrare che le quote valevano meno di quanto pagato. Ci sono anche indizi per un periodo anteriore, ma indizi, e comunque non anteriori al 2011, ed una denuncia di ADUSBEF del 2008. Sono solo, lo ripeto, indizi. Bisognerebbe gravarsi del costo di una perizia di parte per sostenere che nelle annualità precedenti il 2013 il valore delle quote fosse significativamente inferiore al valore di compravendita. I costi di una perizia in tal senso ( e ne dovrebbe esser fatta una per ogni annualità di bilancio) non è mai inferiore ai 50.000 euro, stima molto ottimistica. Comunque è impossibile dimostrare l’assunto per i periodi ante 2005, indicativamente, perchè le banche andavano effettivamente a gonfie vele e, quindi, chi ha comperato ha comperato per il giusto valore.

2- Perchè vi sia l’erogazione del “ristoro” bisogna dimostrare che vi sia stata violazione della normativa bancaria e qui ci rifacciamo al discorso di cui sopra. Gli elementi in nostro possesso sono quelli delle inchieste penali. Ogni annualità precedente è da ricercare. In ogni caso, fatta eccezione per il MIFID o documentazione anteriore, che viene usato dal 1998 e diffusamente dal 2003/4 con ratifica della più stringente normativa europea del 2004 fatta dall’Italia  nel 2007, il quale può essere stato alterato –  ma bisogna dimostrare l’alterazione ad opera della banca per vincere la ovvia difesa che quanto in esso scritto è frutto delle dichiarazioni degli acquirenti-, ogni differente prova circa la carenza di trasparenza e / informazione è di fatto estremamente difficile e comunque non può mai arrivare a prima del periodo in cui si è cominciato ad usare la profilatura cliente, il 1998.

3- Quasi nessuno ha tutta la documentazione necessaria per dimostrare quanto necessario, per cui, anche in presenza dell’inversione dell’onere della prova che potrebbe eventualmente supplire per il periodo 2008/2018, è indocumentabile perchè o si hanno i documenti e, lo ripeto, quasi nessuno ce li ha, oppure la banca non è tenuta ad esibirli in quanto il dovere di conservazione della documentazione si ferma a dieci anni. Al limite, per coloro che avessero svolto la contestazione in sede di reclamo, si arriva al 2006/7.

4- La procedura semiarbitrale creerebbe una gran confusione in quanto l’autorità preposta non ha il personale e dovrebbe andare ad attingerlo ad altra amministrazione e nella necessità di avere specializzazione per affrontare la materia, gioco forza sarà personale di Banca d’Italia o Consob, gli stessi organi   che avrebbero dovuto vigilare che la situazione lesiva non si fosse verificata. Inutile andare oltre per evidenziare il conflitto di interesse.

5- Il termine ” ristoro “,  usato nella legge su cui scriviamo, è espressione atecnica. Esso indica una dazione finalizzata  ad alleviare una situazione di sofferenza e disagio. Il termine, a mio avviso,  corretto sarebbe ” risarcimento ” ovvero reintegrazione patrimoniale di un ingiusto danno subito.

6- Solo persone molto povere avranno la possibilità di accedere al fondo.

7- La legge in esame non prevede nulla per coloro che avessero acquistato obbligazioni sul mercato.

Per concludere, ritengo che la legge in questione, così come scritta, sia una vera porcheria. Essa è stata concepita dal PD, su iniziativa della sen. Puppato,  con il preciso scopo di escludere i vecchi soci, e limitare al massimo l’esborso. E’ sintomatico che le associazioni filogovernative, quelle di genesi sindacale ed anche quella friulana dell’avv. Puschiasis (già presidente regionale della Federconsumatori (CGIL) Friuli Venezia Giulia e che  ora, dopo lite interna a Federconsumatori, ha fondato Consumatori Attivi), nonchè Ezzelino III da Onara che opera a stretto contatto con l’avv. Bettiol, attivista del PD ed ispiratore della legge, siano strenue sostenitrici della legge e da qualche tempo siano molto attive nel sostenerla. Tutte le associazioni di risparmiatori sono, invece ostili.

Ho scritto nella precedente mail che la legge in argomento è una polpetta avvelenata e, scrivendo queste righe, mi accorgo sempre più della pericolosità della stessa. Se passa il principio sarà molto difficile invertire l’orientamento e risarcire i risparmiatori.

L’idea di un fondo è buona ma la legge va riscritta.

Con i migliori saluti.

Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete “don Enrico TORTA”

Il presidente avv. Andrea Arman

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Avv.Lorenzo Zanella .JPG


11.12.2017

COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI BANCHE POPOLARI VENETE “don Enrico TORTA”

A tutte le associazioni ed i professionisti che si occupano dei risparmiatori di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ed a tutti i politici nazionale, europei e regionali e p.c. agli organi di stampa

Con riferimento all’emendamento Santini, ( 273497 ) di cui sotto si riporta  il testo:

Dopo l‘articolo 100, aggiungere il seguente:

«Art. 100-bis.

(Fondo di ristoro finanziario)

  1. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze è istituito un «Fondo di ristoro finanziario» con una dotazione finanziaria di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, per l’erogazione di misure di ristoro in favore dei risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto riconosciuto con sentenza passata in giudicato o altro titolo equivalente, in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari emessi da banche aventi sede legale in Italia sottoposte ad azione di risoluzione ai sensi del decreto legislativo n. 180 del 2015 o comunque poste in liquidazione coatta amministrativa, dopo il 16 novembre 2015 e prima della data di entrata in vigore della presente legge. Il fondo opera entro i limiti della dotazione finanziaria e fino al suo esaurimento, secondo il criterio della presentazione dell’istanza corredata di idonea documentazione.
  2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economa e delle finanze, da adottare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti requisiti, modalità e condizioni necessari all’attuazione di quanto disposto dal presente articolo. Dall’ammontare della misura di ristoro sono in ogni caso dedotte le eventuali diverse forme di risarcimento, indennizzo o ristoro di cui i risparmiatori abbiano già beneficiato.
  3. Le risorse di cui all’articolo 1, commi 343 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 per un importo di 12 milioni di euro per l’anno 2018 e di 25 milioni di euro per l’anno 2019 e le risorse provenienti dalla Gestione Speciale del Fondo nazionale di garanzia di cui al decreto ministeriale del 18 giugno 1998, n. 238, da restituire al Ministero dell’economia ai sensi del medesimo decreto, per 13 milioni di euro per l’anno 2018 sono versate all’entrata del bilancio dello Stato.
  4. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, è ridotto di 12 milioni di euro per l’anno 2018 e di 25 milioni di euro per l’anno 2019.

Preme sottolineare un passaggio che riteniamo  non in linea con gli interessi dei risparmiatori così come li abbiamo sempre intesi e sono, ovvero quei soggetti che hanno posto i propri denari nelle banche popolari come forma di accantonamento in vista di futuri bisogni. E’, crediamo, pacifico, che l’elemento che maggiormente qualifica e distingue il risparmiatore rispetto all’investitore speculativo, oltre a quello soggettivo, è la stabilità dell’investimento, ovvero il posizionare del denaro e lasciarlo senza spostamenti finalizzati alla ricerca della migliore performance, ricercando quindi la stabilità e la sicurezza e non il massimo utile. Nel caso delle popolari venete, come di ogni altro investimento, coloro che hanno acquistato in tempi remoti ed hanno lasciato il proprio denaro stabile nelle banche, indubitabilmente rientrano fra i risparmiatori e quindi sono meritevoli di tutela nell’attuale contingenza e, comunque, sempre in forza del dettato dell’art. 47 della costituzione (tutela del risparmio) e 45  nel caso delle popolari venete( cooperazione). L’emendamento Santini, di cui sopra, pone un perimetro al riconoscimento del possibile ristoro che, a nostro avviso, è inaccettabile. Si invita  a leggere con attenzione la parte dell’emendamento che è sottolineata. Infatti vi rientrano coloro che siano stati vittime  di violazione degli obblighi di informazione, correttezza….nell’attività di prestazione di servizi e delle attività di investimenti relativi alla collocazione degli strumenti finanziari emessi dalle banche… . E’ chiaro che si tratta della fattispecie di vendita di azioni o obbligazioni senza informare dei rischi, dell’effettivo valore delle azioni, della illiquidità etc.. Tale situazione si è concretizzata solo a partire – dalle informazioni che abbiamo e non ve ne sono di differenti – dal 2012 o, al massimo dal 2011 in quanto per il periodo precedente non vi sono oggettività che consentano di affermare che vi fossero situazioni rientranti  nella previsione sopra evidenziata.  A tutto concedere possiamo retrocedere la casistica al 2007/8 con riferimento alle segnalazioni fatte da ADUSBEF, ma non certamente prima. Restano quindi esclusi tutti i risparmiatori che hanno posizionato i propri denari anteriormente a queste date e che sono la maggior parte dei truffati sia per numero che per ammontare monetario. A farla semplice: tutti coloro che hanno acquistato azioni delle banche popolari venete e di altri istituti, anteriormente al 2007 massimo, sono esclusi dalla possibilità di ristoro prevista dall’emendamento Santini.

Invitiamo, pertanto, tutti i destinatari della presente ad attivarsi nel denunciare l’iniquità dell’emendamento anche nella parte sopra evidenziata ed ottenerne la modifica. E’ evidente che il permanere della previsione così come scritta creerebbe un gravissimo danno  ai risparmiatori ed un pericolassimo precedente che andrebbe ad individuare i danneggiati solo nella schiera degli “imbrogliati” in fase di vendita escludendo i risparmiatori “imbrogliati” dalla cattiva gestione delle banche, dalla mancanza di controlli da parte dei Organi privati e pubblici preposti, dalla insensata gestione della fase di risanamento post 2015. Preme evidenziare che i “vecchi” soci delle popolari venete sono circa il 70% del capitale che le banche avevano prima dell’aumento di capitale del 2016.

Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete “don Enrico Torta”

Il presidente avv. Andrea Arman

 

ATTENZIONE: NESSUNA PRIORITA’ SULLA DISTRIBUZIONE DEL FONDO DI RISTORO

23 aprile 2018

COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI BANCHE POPOLARI VENETE “don Enrico TORTA”

Cari risparmiatori, in queste ore sta circolando il documento di cui sotto si riporta il testo, con il quale l’associazione Ezzelino III da Onara invita alla partecipazione ad un incontro per ricevere un codice di priorità a  fronte del pagamento di Euro 350. 

E’ nostro dovere informarVi che la legge istitutiva del cosiddetto “Fondo di Ristoro per i Risparmiatori” non è operativa e nessuno ha la facoltà o il potere di raccogliere pre adesioni a quel fondo, indipendentemente che esso diventi o meno operativo. In poche parole più semplici: NON C’E’ NESSUN FONDO DI RISTORO AL QUALE DARE L’ADESIONE E NESSUNO PUO’ VENDERE PRE ADESIONI AL FONDO DI RISTORO.

Quindi ATTENZIONE non fate confusione.

SE PAGATE 350 EURO NON AVETE NESSUNA PRIORITA’ SULLA DISTRIBUZIONE DEL DENARO  PREVISTA DAL FONDO DI RISTORO

Quanto viene proposto da Ezzelino III da Onara è –  anche se ad una lettura superficiale non pare – una cosa diversa: è solo un progetto di quella associazione  che nulla a che fare con la possibilità di ottenere in via prioritaria  un ristoro dallo Stato.

Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete “don Enrico TORTA”

Il presidente avv. Andrea Arman

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LETTERA INVIATA AI RISPARMIATORI DALL’ASSOCIZIONE EZZELINO III DA ONARA

Gentili Risparmiatori

Comunichiamo che:

MERCOLEDI’ 25 APRILE 2018 DALLE ORE 19,00 ALLE ORE 22,00

presso SALA ORIANA FALLACI VILLA  ANSELMI

Piazza Manzoni 4

SAN GIORGIO IN BOSCO PD

Verranno consegnati i codici di priorità al progetto Fondo di ristoro finanziario RISPARMIO TRADITO Elimina Paletti al Fondo di ristoro finanziario.

Per aderire e avere il codice deve eseguire il bonifico di euro € 350,00 al seguente IBAN: IT86B0306962936100000001417  – Beneficiario: “Associazione Ezzelino III da Onara

indicando nella causale “Nome Cognome Progetto Fondo Vittime Risparmio Tradito”.

A mercoledì saluti Patrizio Miatello

EZZELINO III DA ONARA

Associazione Giustizia Risparmiatori

P.I. 04865510285-C.F. 90016870280 Iscritta Albo Regione Veneto PS/PD0424

Via Don Barison 36 – 35019 ONARA di TOMBOLO PD